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Pro Calcio Ascoli, Simoni: «Peccato per la mia squadra»

Simoni

Proprio quando meno te lo aspetti succede che la Pro Calcio Ascoli ha fatto in modo che svanissero le possibilità di restare in Seconda Categoria. Nel play out disputato sabato scorso, la banda del presidente Romanucci è stata battuta nel derby cittadino dal Piazza Immacolata e, salvo ripescaggi tutti da definire, sarà costretta a scendere in Terza categoria. Eppure i giallorossi nella fase finale del campionato avevano dato la sensazione di essere in crecita. «Nell'ultimo periodo abbiamo fatto molto bene – ci conferma il giovane tecnico Alex Simoni, chiamato al capezzale della squadra quando ormai c'erano poche speranze di salvezza – quando sono arrivato ho trovato una squadra giovane, ma vogliosa di far bene e di sacrificarsi. Abbiamo iniziato anche a fare tre allenamenti settimanali con una presenza massiccia di ragazzi, compatibilmente con le loro esigenze lavorative e scolastiche, purtroppo alla fine nella gara decisiva, abbiamo pagato la mancanza di esperienza in questo tipo di competizioni». Simoni che ha alle spalle una carriera come calciatore di tutto rispetto, capitano tra l'altro di quel Centobuchi che nei primi anni 2000 giocò con onore in Serie D, ha vissuto la sua prima esperienza in panchina: “Ringrazio la società ed il presidente Romanucci per avermi dato questa opportunità, sapevo che sarebbe stata dura, ma ho trovato un ambiente eccezionale, e ad un certo punto ho anche sperato che sarebbe potuto arrivare il miracolo. Merito di ragazzi fantastici che, senza un centesimo di rimborso, hanno messo il cuore in ogni circostanza con una passione e un'umiltà encomiabili. Voglio sottolineare il lavoro determinante di Valerio Luzi che, oltre al contributo sul campo, ha svolto egregiamente il ruolo di raccordo tra la società e la squadra. Purtroppo è andata male, ma ci sono i presupposti affinchè la dirigenza possa portare avanti un progetto che reputo molto importante”. Nonostante il risultato un'esperienza che può essere valutata positivamente: “Nella gara decisiva ci siamo purtroppo sempre trovati a rincorrere e alla fine, più che sul piano fisico, abbiamo ceduto dal punto di vista mentale, gli avversari hanno meritato dimostrando di essere più pronti e prepartati per questo tipo di sfide. Ora guardiamo avanti, il mio impegno con la Pro Calcio era finalizzato solo all'ultima parte della stagione, avremo modo di sentirci e valutare senza alcun tipo di pressione. Per quanto mi riguarda sono assolutamente grato al presidente Romanucci che mi ha dato la possibilità di misurarmi in questa nuova veste, permettendomi di iniziare una nuova carriera nell'ambiente calcistico, all'interno del quale ho speso tanta parte della mia vita e nel quale piacerebbe restare, mettendo a disposizione le esperienze maturate in oltre 20 anni sui campi di calcio di Marche e Abruzzo”.


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