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Il duo misto Minisini-Flamini
d'argento nel sincronizzato

Minisini-Flamini d'argento nel sincronizzato

L’amore è d’argento nell’acqua dello Yomju College: Giorgio “Tritone” Minisini e Manila “Sirena” Flamini sono stati giudicati secondi con 90.8511 punti nella gara del duo misto tecnico del nuoto sincronizzato, il nuoto d’arte. Un po’ più di un punto sotto i due russi, Alexandr Maltsev e Mayya Gurbanberdieva, “belli senz’anima”, pre-giudicati migliori e assegnatari del punteggio di 92.0749.

Entrambe le coppie salite di mezzo punto rispetto ai preliminari, secondo un costume consolidato che non prevede sorpassi in classifica tra una porva e l’altra, e forse tra un anno e l’altro, e forse tra una vita e l’altra.

LA NOVITA’
La novità che portano gli azzurri sta nell’emozione: “Noi non siamo solo esecutori, vogliamo dare qualcosa di più” dicono convinti Giorgio e Manila. La performance è sexy, se si cercava omplicità c’era: di più sarebbe stato Kamasutra. Ma invece è una visione aggiornata di uno sport moderno e nuovo: è il paragone fra come ballava Nureyev o ball Bolle ei grandi balletti russi, splendidi ma algidi, di prima di loro.

“LO SAPEVAMO”
Manila dice di aver sentito l’amaro in bocca fin dal momento di tuffarsi in acqua, fin da quel bacio a bocca aperta simulato (tutta fiction, chiariamolo) nella sensuale coreografia a secco che prevedeva poi la complicità in vasca. L’amaro era dettato dalla lettura del punteggio attribuito al soldatino ed alla sua compagna che avevano compiuto la propria performance giusto prima degli italiaini. Sapeva che sarebbe finita così: l’amore vissuto non sai mai come va a finire, quello mimato per sport lo sai già se “non guardano ma giudicano” come dice la Flamini che pensa alla potenza russa ed a ci sta seduto a dare voti e parte già con un’idea. Che è: i russi sono i più bravi. Forse è vero e forse no, in fondo dipende dall’esibizione, o così dovrebbe.

“Ma sì, lo sapevamo _ rincara Giorgio _non siamo rassegnati ma consapevoli; noi abbiamo dato il nostro massimo, ma era impossibile fare di più, andare oltre il miracolo. Questo è lo sport, questo sport: non decidiamo noi, non c’è niente da fare. Si combatte contro un muro di cemento armato alto dieci metri”. “I russi sono troppo potenti, ma non in acqua, non ci facciamo scoraggiare. Una volta erano i più bravi, i marziani; li guardavi a occhi spalancati. Ma adesso sembrano raggiungibili”. Solo che per raggiungerli e magari superarli ci vuole una sorpresa come a Budapest 2017 o resettare i giudizi e giudicanti.

CERCASI COMPAGNA
Giorgio e Manila hanno ancora una gara, il duo misto libero. Poi una separazione. Probabilmente temporanea. Manila ha voglia di maternità e così passerebbe un anno. “Ma in acqua sto benissimo; e nuotare con Giorgio è bello; ma se arrivasse il duo misto ai Giochi, mi ributto subito”.

Dunque Giorgio cercherà una compagna, aprirà un casting? “Potrebbe essere un’idea: fare un reality” scherza lui. E lei: “Vengo, mi siedo e faccio l’opinionista; questa sì e questa no”. Non avrebbe i pregiudizi giudicanti.

L’INTESA
“Tra noi è nata subito” dice Manila. Litigate? “Tantissimo, ma io con Giorgio ho imparato ad accettare chi è differente da me; prima volevo trasformare ogni persona a modo mio, Giorgio l’ho accettato e l’accetto com’è”. E Minisini: “Litighiamo tutti i giorni, ma mai minacciato il divorzio; magari lei o io ci abbiamo pensato, senza andare avanti. Litighiamo su amatriciana o carbonara”. Non vedono l’ora di tornare in Italia per farsene una cofana ciascuno della preferita. Anche il calcio può dividerli: Manila è “Forza Roma”, Giorgio è milanista. “E poi, io parlo a raffica, e lui pensa prima di dire”.

AL MEGLIO
Il punteggio di Gwangju è il loro migliore di sempre. Per Minisini è la sesta medaglia mondiale personale, un oro, tre argenti e due bronzi; per la Flamini è la quarta, un oro, due argenti e un bronzo. Giorgio ne ha vinte due in coppia con Mariangela Perrupato nel libero, che questa volta disputerà con Manila: Mariangela ha altro cui pensare: si chiama Ginevra.

Il podio di oggi è stato completato dalla coppia giapponese, che fa un po’ di comunella con gli azzurri: “Ci insegnano anche la loro lingua”. E’ rimasto fuori, quarto, il quarantenne Bill May, il primo sincronetto della storia: Giorgio “Tritone” Minisini ne è l’erede.
 


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