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Due vuoti ora in C ma cresceranno
Ecco tutte le chance del Matelica

Mauro Canil, imprenditore veneto ma marchigiano d'adozione ormai da 19 anni, durante una partita del Matelica

ANCONA - Ci sono già due (e non quattro) posti vuoti in Serie C, ma altri slot sono in procinto di liberarsi. Quotazioni  in deciso rialzo per il possibile ripescaggio nei professionisti del Matelica, dopo una promozione persa sul campo proprio all'ultima giornata, a causa della sconfitta subita il 6 maggio scorso ad Avezzano e della contemporanea vittoria della Vis Pesaro a Castelfidardo. 

Detto che in Serie B rischiano grosso sia il Bari, a cui servono 5 milioni di euro per evitare il fallimento, che il Foggia per presunti pagamenti in nero, sono già due i vuoti in Serie C, tornata a 60 dopo le sole sei retrocessioni (e non più nove) di quest’anno. Uno sarà originato dall’unione tra Bassano e Vicenza, un altro dalla sicura rinuncia del Pro Piacenza. Occhio anche al Trapani, la cui cessione è ancora un rebus: ha tempo fino al 30 giugno per evitare il crac.

In caso di posti vacanti, il primo spetterà a una seconda squadra di società di Serie A, il secondo a una retrocessa dalla C e il terzo a una di D. Tra le retrocesse solo il Prato può aspirare al ripescaggio. Fuori corsa il Gavorrano (-2) e il Santarcangelo (-3), a causa delle penalizzazioni subite per stipendi non pagati, oltre chiaramente all’Akragas: dopo il -15 di fine campionato e 800mila euro di debiti con l’erario, rischia perfino l’esclusione dalla D e il fallimento. Out anche il Racing Fondi, già ripescato due anni fa, e chiaramente il Modena, escluso e radiato durante la stagione: ripartirà in sovrannumero dalla D.

Per cui il Matelica, terzo nella graduatoria delle vincenti dei playoff dietro a Cavese e Como, potrebbe dire la sua, avviando così il trasloco all’Helvia Recina di Macerata dopo l’anno sabbatico vissuto dal capoluogo per la scomparsa della Maceratese. Anche perché alla fine, più che coefficienti e graduatorie, conterà soprattutto chi avrà il coraggio di lasciare sul piatto 300mila euro di tassa a fondo perduto pur di ritagliarsi un posto nella terza serie nazionale. E Mauro Canil, imprenditore veneto ma marchigiano d'adozione ormai da 19 anni, sembra proprio intenzionato a farlo per proseguire una scalata iniziata nel 2010 dalla Prima Categoria.
 


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