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Roland Garros, Nadal da leggenda: umilia Thiem (6-4 6-3 6-2) e vince Parigi per l'undicesima volta

NADAL

Chi si aspettava una finale equilibrata è pregato di ripassare. Tre set e via: per l'11esima volta il Roland Garros incorona il suo signore e padrone. Si chiama Rafa Nadal e quando si gioca sulla terra rossa non ce n'è per nessuno. Sì, puoi batterlo un paio di volte come ha fatto Dominic Thiem nel 2017 al Foro Italico e giusto un mese fa a Madrid, ma lì si giocava al meglio dei tre set. Quando la distanza sale al meglio dei cinque come negli Slam è tutta un'altra storia. Perché di fronte c'è un fenomeno che ha incamerato 111 dei 113 match giocati su questa distanza: gli unici due ko proprio a Parigi negli ottavi del 2009 contro Robin Soderling e nei quarti del 2015 contro Novak Djokovic.

Thiem è il primo austriaco a raggiungere la finale di uno Slam dopo Thomas Muster: aveva solo due anni quando nel 1995 il connazionale alzò al cielo la coppa dei moschettieri. Ora di anni ne ha 24 e potrà riprovare a imitare il connazionale fidando sul fatto che neppure Nadal è eterno e non se lo ritroverà sempre sulla sua strada. Ieri, come da pronostico, ha vinto il mancino spagnolo: 6-4 6-3 6-2 in due ore e 42 minuti.

L'Iron Man nato a Wiener Neustadt, paesino a sud di Vienna, ha retto circa un'ora. Il tempo di arrivare sul 4-4 nel primo set rischiando sempre al servizio. Chiaro il suo disegno tattico: provava ad evitare la diagonale del rovescio bimane e mancino di Nadal, perché chi ci prova finisce irrimediabilmente cappottato. Fondamentale poi sarà l'efficacia del servizio, compresa la seconda in kick, per aprirsi il campo e colpire con il diritto. Niente da fare: gli argini si sono rotti quando sotto 5-4 ha ceduto il turno di battuta e il primo parziale al maiorchino. Da quel momento è stato un monologo di Rafa: subito 3-0 nel secondo, palla break annullata sul 4-2, quindi 6-3. Nel terzo set il break è arrivato al terzo gioco, dopo che già in apertura Thiem si era trovato sotto 0-40 al servizio. Ancora break e Rafa è andato a servire per il titolo sul 5-2 e ha chiuso al quinto match point su una risposta out di rovescio dell'austriaco.

I numeri di Nadal sono straordinari: 17 titoli dello Slam (a meno tre da Federer) con 24 finali giocate, 57 trofei conquistati sulla terra (record) dei 79 complessivi, 415 incontri vinti a fronte di 36 sconfitte su tale superficie, 903 match vinti nel circuito Atp (237 dei quali nei Major e 86 al Roland Garros). Solo nel 2018, a 32 anni, il maiorchino ha inanellato 26 successi sulla terra (compresi i due in Coppa Davis), aggiungendo i trofei di Monte Carlo, Barcellona, Roma e Parigi.Se l'annosa querelle sul GOAT, il virtuale titolo di più grande di tutti i tempi, resta aperta con Federer in vantaggio, quando parliamo di terra rossa non c’è storia: il più forte è Nadal.


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