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Genoa-Milan 0-2: Borini e Suso riportano Gattuso al quarto posto

Genoa-Milan 0-2: Borini e Suso riportano Gattuso al quarto posto

A Marassi prima per soffrire e poi per gioire. Per la seconda volta in 9 giorni, prima in Coppa Italia e ora in campionato, il Milan non riesce a imporre il proprio gioco, si aggrappa per larga parte dell’incontro alle parate del proprio portiere (con la Samp Reina, oggi Donnarumma) ma poi riesce a vincere. A dire il vero, contro il Genoa, le pene durano poco più di un tempo e poi, complice anche il cambio di passo imposto da un ottimo Paquetà, la partita prende una piega favorevole a Gattuso. Borini e Suso firmano il successo che vale il quarto posto in solitaria, tra le 2 reti la traversa colpita da Veloso. Uno dei tanti motivi di rammarico di Prandelli: la sua squadra, un po’ per bravura di Donnarumma e un po’ per proprio demerito, spreca almeno 4 possibilità per porre il proprio marchio sulla gara.

LA PARTITA 
Gattuso ha gli uomini contati alla luce di infortuni e squalifiche. Cutrone, felice intuizione per i vincenti supplementari di Coppa Italia contro la Samp, scalda il posto a Piatek in attesa di un arrivo che si concretizzerà, molto probabilmente, già domani visto che oggi il polacco è avvistato a Milano. A destra il rientro di Suso, a sinistra la chance per Borini. Musacchio sostituisce Romagnoli al centro del reparto arretrato.  Prandelli, con una prudente difesa a 4, carica provvisoriamente la pesante eredità di Piatek sulle spalle di Pandev. il freddo  polare condiziona la velocità delle gambe in avvio. Solo la gazzella Kouamè pare non risentirne e all’11’ costringe Zapata a un allungo per opporsi al suo tiro. Allungo fatale, il dolore patito alla coscia dal colombiano costringe, per l’ennesima volta in questa stagione, Gattuso all’ennesima rivoluzione. Entra Conti ed è schierato nella sua naturale posizione di spinta sulla fascia destra, Abate è spostato al centro della difesa.

GIGIO SUGLI SCUDI
Il Genoa esprime una manovra più briosa e le occasioni, seppur non tutte di elevata pericolosità, non mancano. Biraschi prova a riscaldare l’ambiente Genoa con un pregevole destro a giro che si esaurisce pochi centimetri sopra la traversa.  Al 23’, sulla sponda di Kouamè, Pandev fallisce d’un soffio la correzione in rete. E’ Donnarumma, poco dopo, a esaltarsi prima su un missile terra-aria di Lazovic e poi, da non più di un metro e mezzo,  su un frettoloso Bessa.  Dopo la mezz’ora,  Donnarumma non perde la concentrazione sul filipper scatenato da un velenoso cross di Criscito. Quaranta minuti di sofferenza, poi è Paquetà ad accendere la luce. Nell’unica vivace azione offensiva del primo tempo, nata casualmente da un errore di posizione di Criscito, il centrocampista brasiliano prende il coraggio a due mani e, con una botta al volo dal limite dell’area, colpisce il palo destro della porta di Radu. E’ la riscossa.

Il Milan si presenta con uno spirito diverso nella ripresa spostando il proprio raggio d’azione nella metà campo del Genoa. Il merito, principalmente, è di Paqueta e al 18’ il suo lancio per Borini è un invito a nozze ma il diagonale dell’esterno sinistro si spegne d’un soffio sul fondo. E’ il brasiliano, su cambio di fronte di Calhanoglu, a schiacciar di testa tra e braccia di Radu La squadra di Prandelli è più attendista e cerca di far male sulle ripartenze. Su una di queste, Rodriguez riscatta un primo tempo inguardabile con un prodigioso recupero su Pandev.  Donnarumma è ancora una volta miracoloso, in rapida sequenza nella stessa azione su Veloso e Bessa. La pazienza di Gattuso paga al 27’. Conti mette al centro per un Borini totalmente indisturbato, segnare è un gioco da ragazzi. Il Genoa non ci sta: Veloso prende la mira da lontano, il suo tiro è deviato da Donnarumma sulla traversa. Non è giornata per il Grifone e infatti, su contropiede avviato da Cutrone, Suso castiga Radu con un diagonale millimetrico e scrive la parola fine, con la zampata dell’ex, alla sfida.


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